A COSA SERVE IL DIGIUNO

SERVE IL DIGIUNO INTERMITTENTE?

Da tempo si discute sul valore del digiuno intermittente.
Studi eseguiti sui topi limitando l’assunzione di cibo ad una finestra di 10 ore al giorno hanno confermato che tale limitazione promuove la perdita di peso e migliora il profilo metabolico.
Un piccolo studio è stato pubblicato online su “Cell Metabolism” da un gruppo di studiosi dell’Università di San Diego.
In questo studio un piccolo gruppo di donne affette da sindrome metabolica sono state istruite a restringere il consumo del cibo entro un limite temporale di solo 10 ore al giorno
rimanendo a digiuno per le 14 ore del giorno. Lo studio è durato 12 settimane. La maggior parte delle donne erano obese. Da segnalare che le partecipanti allo studio, affette da
sindrome metabolica, erano per la gran parte già in terapia con statine e farmaci antipertensivi.
Non è stata assolutamente modificata la dieta delle partecipanti allo studio, non è stato assolutamente ridotto l’introito calorico abituale.
In una una app chiamata “my Circadian Clock” i pazienti registravano il proprio introito calorico nelle due settimane basali precedenti lo studio e poi nelle successive 12
settimane della durata dello studio.
In 3 mesi le partecipanti hanno perso 3.3kg, approssimativamente il 3% del loro peso rispetto al basale (P=0,00028) con una riduzione pari al 3% del BMI (P=0,0001), del 3% del grasso viscerale (P=0,004) e del 4% della circonferenza addominale (P=0,009).
In questo studio è stata osservata una riduzione dei valori della pressione arteriosa sistolica e diastolica, riduzione dell’emoglobina glicata ed una riduzione del colesterolo totale e LDL.
Le partecipanti allo studio hanno confermato che risultava più facile rispettare il periodo di “digiuno prolungato” piuttosto che la riduzione o la conta delle calorie in associazione
all’incremento dell’attività fisica.
L’alimentazione con un ciclo regolare di alternanza digiuno/nutrizione probabilmente supporta il ritmo circadiano, oltre 70% delle partecipanti hanno riferito anche un miglioramento del sonno.
Ovviamente ci vogliono altri studi ed ulteriori conferme ma i ricercatori del gruppo di San Diego concludono che l’irregolarità nelle abitudini alimentari può influire in maniera sfavorevole sulla nostra salute cardiovascolare e sull’equilibrio metabolico.

Dott. Enri Gliozheni

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