A VOLTE RITORNANO

A volte ritornano: Digossina nella fibrillazione atriale. Prof. Francesco Vittorio Costa 

 Nella letteratura ci sono pochi studi che aiutino a selezionare la terapia migliore per il  controllo della frequenza cardiaca nei pazienti con fibrillazione atriale permanente, in  particolare in quelli con insufficienza cardiaca coesistente.  

Nessuno studio poi ha mai evidenziato se ci sia una differenza nella qualità della vita nei  pazienti trattati con digossina o bisoprololo per il controllo della frequenza cardiaca.  Questo studio clinico randomizzato (RATE-AF) ha valutato 160 pazienti di età pari o superiore a 60 anni con fibrillazione atriale permanente (definita come nessun piano per ripristinare il  ritmo sinusale) e dispnea, classificata come di classe NYHA II o superiore.  Le terapie erano Digossina (n = 80; intervallo di dose, 62,5-250 μg / giorno; dose media, 161  μg / giorno) o bisoprololo (n = 80; intervallo di dose, 1,25-15 mg / giorno; dose media, 3,2  mg / giorno).  

L’endpoint primario era la qualità della vita riportata dal paziente utilizzando il punteggio  ottenuto sulla base di un questionario autocompilato composto da 36 elementi (SF-36 PCS) . Il questionario veniva compilato dopo 6 e 12 mesi (i punteggi più alti sono migliori; intervallo, 0- 100).  

Erano previsti inoltre 17 endpoint secondari (tra cui frequenza cardiaca a riposo, classificazione dei sintomi modificata dalla European Heart Rhythm Association [EHRA] e livelli di peptide  natriuretico [NT-proBNP]).  

Dei 160 pazienti reclutati (età media, 76 anni; 46% donne; frequenza cardiaca media al  basale, 100 / min 145 (91%),150 (94%) sono stati inclusi nell’analisi per l’outcome primario  (qualità della vita).  

Non c’era alcuna differenza significativa nell’outcome primario a 6 mesi (punteggio 31,9 per  digossina vs 29,7 per bisoprololo). Anche per i 17 endpoint secondari a 6 mesi, non c’erano  differenze significative tra i due gruppi, inclusa la frequenza cardiaca a riposo (76,9 / min con  digossina vs 74,8 / min con bisoprololo).  

La classe dei sintomi EHRA era invece significativamente diversa tra i gruppi a 6 mesi; Il 53%  dei pazienti nel gruppo digossina ha riportato un miglioramento di 2 classi rispetto al 9% dei  pazienti nel gruppo bisoprololo. A 12 mesi, 8 risultati su 20 erano significativamente diversi  (tutti favorevoli alla digossina), con un livello mediano di NT-proBNP di 960 pg / mL nel gruppo digossina vs 1250 pg / mL nel gruppo bisoprololo.  

Gli eventi avversi erano meno comuni con la digossina. Il 25% dei pazienti con digossina  hanno avuto almeno 1 evento avverso vs il 64% nel gruppo bisoprololo (P <0,001).  Ci sono stati in totale 29 eventi avversi nel gruppo digossina e 142 nel gruppo bisoprololo.  

Conclusioni 

Nei pazienti con fibrillazione atriale permanente e scompenso cardiaco, la qualità della vita a  sei mesi non differiva tra digossina e beta-bloccante, ma la digossina ha migliorato alcune  misure della qualità della vita a 12 mesi. La digossina inoltre è stata associata a maggiori  riduzioni nella classe NYHA e NT-proBNP. Il controllo della FC è risultato simile coi due  trattamenti. La digossina ha indotto un minor numero di eventi avversi rispetto al beta bloccante.  

Effect of Digoxin vs Bisoprolol for Heart Rate Control in Atrial Fibrillation on Patient-Reported  Quality of LifeThe RATE-AF Randomized Clinical Trial December 22/29, 2020 JAMA. 2020;324(24):2497-2508. doi:10.1001/jama.2020.23138

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