CANNABIS IN GRAVIDANZA

Uso di Cannabis in gravidanza, attenzione!!!
di Simone Mininni

Uno studio su quasi 5 milioni di nati vivi registrati in California dal 2001 al 2012 ha scoperto che i
bambini nati da madri a cui è stato diagnosticato un consumo di cannabis durante il parto
avevano maggiori probabilità di andare incontro a complicanze, tra cui nascita pretermine e
basso peso alla nascita, rispetto ai bambini nati da madri senza diagnosi di disturbo da consumo
di cannabis.
L’analisi, pubblicata su Addiction e finanziata dal National Institute on Drug Abuse (NIDA), parte
del National Institutes of Health, aggiunge altri dati sulla già conosciuta pericolosità dell’uso della
Cannabis.
L’uso di cannabis durante la gravidanza è in aumento, con alcune gestanti che riferiscono di
averne usufruito per alleviare disturbi come nausea e vomito.
Un componente attivo della cannabis, il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), ha dimostrato di
poter attraversare la placenta e passare nel latte materno. Il THC interrompe inoltre la normale
funzione del sistema endocannabinoide, che svolger un ruolo chiave nello sviluppo cerebrale
fetale.
Nello studio, gli investigatori hanno evidenziato come tra le 4,83 milioni di gestanti che fanno
uso di cannabis in modo non occasionale 20.237 hanno avuto un parto pretermine e varie altre
complicazioni. Questi dati rafforzano la necessità di cautela nell’uso della cannabis durante la
gravidanza. L’analisi ha rivelato che le diagnosi di disturbi causati dal consumo di cannabis sono
aumentate dal 2% nel 2001 al 6,9% nel 2012.
I dati sono stati ottenuti confrontando le incidenze di complicazioni in questo gruppo rispetto ad
un’altro (40474 donne) con caratteristiche simili che si differenziava solo per l’assenza di utilizzo
di cannabis.
I neonati nati da donne utilizzatrici di cannabis avevano inoltre il 35% di probabilità in più di
morire entro un anno dalla nascita rispetto ai neonati del gruppo di controllo.
Da questi dati emerge una chiara raccomandazione per gli operatori sanitari affinchè vengono
allertati su questo fattore di rischio emergente per la salute del neonato.
L’uso di cannabis deve essere interrotto durante la gravidanza e l’allattamento.
Rimane da ricordare comunque un dato già appurato, ossia che anche il consumo di tabacco
aumenta il rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita, nonché di ospedalizzazione e
morte entro il primo anno.
Purtroppo spesso l”uso di tabacco e cannabis vanno a braccetto, esponendo quindi il neonato ad
un rischio cumulativo elevato.

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