INFARTO DEL MIOCARDIO

Studio sulle cause dell’infarto miocardico con coronarie libere Circulation 2021;143:624-640.

Recentemente è stato pubblicato su Circulation uno studio internazionale multicentrico che ha arruolato 301 donne con diagnosi clinica di infarto miocardico sottoposte a studio coronarografico. I pazienti con infarto miocardico con coronarie angiograficamente libere (definito angiograficamente come stenosi < 50% in una o più coronarie) sono stati sottoposti a tomografia coronarica a coerenza ottica (OCT) e risonanza magnetica cardiaca (CMR).

Obbiettivo dello studio era chiarire la prevalenza delle cause coronariche e non coronariche dell’infarto miocardico con coronarie angiograficamente libere e stabilire in che percentuale di casi è possibile arrivare a diagnosticare la causa. Tra i criteri di esclusione era presente coronaropatia precedente (angioplastica o bypass aortocoronarico), recente uso di sostanze potenzialmente responsabili di vasospasmo (cocaina, triptani), l’evidenza di dissezione coronarica o eccessiva tortuosità dell’albero coronarico.

Sono stati arruolati 145 pazienti. L’età media era di 60 anni. 111 casi avevano un controllo ecocardiografico, una alterazione della cinesi regionale era presente in 44% dei casi. L’ECG risultava alterato nel 65% dei 145 pazienti.

OCT:

-il 2.1% aveva un danno intimale che suggeriva una componente vasospastica.

-il 46.2% dei casi aveva rottura di placca, cavità intraplacca, placca a strati.

-presenza di trombo senza evidenza di rottura di placca in 3.4% dei casi.

L’età avanzata ed una storia di diabete mellito erano associati alla presenza di una lesione riscontrata all’OCT.

CMR:

La CMR è stata effettuata in una media di 6 giorni dopo l’esordio dell’infarto in 116 pazienti.

-Un pattern ischemico è stato individuato nel 32.8% dei casi, la maggior parte dei quali aveva anche evidenza di edema miocardico.

-Un danno regionale è stato osservato in 24 casi (20.7%).

-Segni di miocardite erano presenti in 17 donne (14.7%).

-30 casi avevano una CMR normale.

Il picco di troponina, il valore di creatinina e alti valori diastolici di pressione arteriosa sono stati associati ad alterazioni alla CMR.

Combinando le due metodiche (OCT e CMR), il meccanismo responsabile dell’infarto miocardico con coronarie angiograficamente libere risulta:

-coronarico in 74 casi (63.8%),

-miocardite in 17 casi (14.7%),

-Tako-Tsubo in 4 casi (3.4%)

-cardiomiopatie non ischemiche in 3 casi (2.6%).

In 18 casi (15.5%) non è stato possibile diagnosticare la causa.

In conclusione la causa più frequente dell’infarto miocardico con coronarie angiograficamente libere è la trombosi dovuta all’ulcerazione di placca e all’erosione, il trombo è meno frequentemente riscontrato probabilmente a causa delle terapie impostate. Questo porta alla valutazione come di grado lieve moderato le stenosi coronariche all’angiografia ponendo la diagnosi di infarto miocardico con coronarie angiograficamente libere in sala di emodinamica.

Adattato da dott. Enri Gliozheni

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