MENOPAUSA E CUORE

Testo curato dal Dott. Gionata Gheri

Menopause Transition and Cardiovascular Disease – Risk:

Implications for Timing of Early Prevention
A Scientific Statement From the American Heart Association

El Khoudary et Al. : Circulation. 2020;142:e506–e532.
DOI: 10.1161/CIR.0000000000000912

Le donne sviluppano la malattia coronarica alcuni anni più tardi rispetto all’età degli
uomini, con un maggiore incremento durante il periodo di transizione menopausale. La
menopausa significa la permanente cessazione della funzione riproduttiva ovarica e
conseguentemente della produzione e secrezione degli ormoni sessuali femminili. Il passaggio
dall’ovaio “funzionante” (che si manifesta con regolari flussi mestruali) alla assenza dei flussi è
definito come Menopause Transition (MT) o Climaterio ed è caratterizzato dal momento in cui i
cicli mestruali diventano variabili nella loro frequenza e/o iniziano i primi sintomi correlativi
alla menopausa. Il Climaterio (MT) è il periodo in cui i cambiamenti ormonali, mestruali,
sintomatologici diventano rilevanti per il rischio cardio-vascolare (CV) della donna. In questo
articolo si cerca di sintetizzare i dati sul Climaterio e come essi correlano con il rischio di
malattia CV. La malattia ischemica cardiaca e lo “stroke” sono le principali cause di morte sia
negli uomini che nelle donne secondo le stime di WHO’s Global Health Estimates nel 2019.
Gli studi fatti durante gli ultimi 20 anni sul periodo del Climaterio, documentano che in
questo periodo compaiono variazioni dei pattern degli ormoni sessuali e variazioni della
composizione corporea, del metabolismo dei lipidi e delle lipoproteine che possono
aumentare il rischio di malattia CV nella donna.
Per capire meglio è opportuno sottolineare alcuni punti fermi:
• la menopausa si verifica intorno ai 50 anni (età 48-53); è definita prematura se
compare prima dei 40 anni (1,9%) e anticipata se compare tra i 40 e i 45 anni (7,3%);

RELAZIONE PER NEWSLETTER ASIAM 2021-2 1

• considerando l’allungamento della spettanza di vita femminile (81 anni alla nascita –
USA), significa che la donna passa almeno il 40% dei suoi anni in menopausa;
• una epoca menopausa prima di 50 anni viene considerato un marker di maggiore
rischio CV;
• la sintomatologia del climaterio varia da disturbi vasomotori a episodi di
sudorazione notturna, importanti variazioni dell’umore (depressione, ansietà), disturbi del
sonno e disturbi cognitivi e della attenzione;
• l’età della menopausa è considerata anche come un marker di “salute generale”. Una
menopausa più tardiva allunga la “spettanza di vita”, migliora la densità minerale ossea e
abbassa il rischio di fratture, riduce la mortalità per tutte le cause e in particolare per
malattie CV;
• l’induzione iatrogena della menopausa prima del tempo naturale aumenta di molto
il rischio CV; è infatti in questo caso opportuno somministrare una terapia sostitutiva
femminile fino al periodo di normale menopausa per ridurre il rischio CV;
• la presenza di sintomi vasomotori (caldane) è associata con un maggiore rischio CV
e precoce insorgenza di alterazioni arteriosclerotiche;
• la presenza di disturbi del sonno (insonnia) nel periodo climaterico aumenta il
rischio di malattia CV subclinica e peggiora gli indici di salute cardio-vasale;
• la depressione si associa più di frequente alle manifestazioni vasomotorie (caldane) e
quindi a maggiore rischio CV;
• il climaterio inizia con le irregolarità mestruali e i primi sintomi e prosegue per circa
12 mesi dopo l’insorgenza della menopausa;
• il grasso centrale/viscerale aumenta in contrasto con la massa muscolare che inizia a
declinare; l’incremento del grasso addominale è accompagnato da un aumento del rischio
di mortalità per cause CV, anche se il BMI è normale;
• l’aumento dei lipidi ematici (LDL e Apolipoproteina B), il rischio della sindrome
metabolica (circonferenza alla vita >88 cm) e del remodeling vascolare sono portati dalla
sindrome climaterica più che dall’età, mentre l’aumento della Pressione, l’alterazione del
metabolismo della glicemia sono più influenzati dall’età;
• la salute vascolare è influenzata anche da un diverso stile di vita che le donne
seguono durante il climaterio: solo il 7% delle donne fa una adeguata attività fisica e
meno del 20% si alimenta in modo corretto;

RELAZIONE PER NEWSLETTER ASIAM 2021-2 2

• limitati dati scientifici confermano l’importanza di interventi multidimensionali sullo
stile di vita per prevenire l’incremento ponderale e dei trigliceridi, un adeguato controllo
della Pressione e la valutazione della ateromasia delle carotidi;
• l’uso di una terapia ormonale sostitutiva (TOS) con inizio prima dei 60 anni e entro
i 10 anni dall’inizio della menopausa, suggerisce l’importanza e la necessità di ulteriori
studi circa le diverse forme farmaceutiche, modalità e vie di somministrazione della TOS
sugli effetti cardiometabolici durante il climaterio;
• gli studi di intervento di prevenzione primaria e secondaria dei rischi di malattie CV
mediante terapie o diete per ridurre la quota lipidica non sono del tutto convincenti nelle
donne in questa fase della vita.

COMMENTO:
Fino dal 2011 la American Heart Association (AHA) suggeriva la opportunità di
correggere nelle donne alla menopausa i fattori di rischio CV come il BMI, la scarsa attività fisica, il
fumo, la dieta, l’ipercolesterolemia, la ipertensione e l’alterazione della Glicemia. Sebbene ancora non
si comprendano bene i motivi per cui il climaterio contribuisce a peggiorare tali fattori rischio, appare
necessario apportare le correzioni opportune. Di recente la AHA ha rilevato un tremendo gap relativo
alle terapie farmacologiche che prevengono le malattie CV nelle donne rispetto agli uomini: in
particolare i farmaci che agiscono riducendo il Colesterolo non sembrano essere altrettanto efficaci
nelle donne come lo sono negli uomini. Nella interpretazione di questi dati forse intervengono anche
ragioni metodologiche (molto ridotto il numero di donne che hanno fatto parte di studi per i farmaci
anti-lipidi). Sembra invece molto importante l’uso di una TOS se la si inizia prima dei 60 anni e
comunque entro i 10 anni dall’inizio della menopausa; sembra quindi che queste cure sostitutive
(TOS) non solo siano utili per alleviare i sintomi e prevenire i danni dell’osteoporosi, ma riducano in
modo effettivo e sensibile il rischio CV.

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