STATINE E DEPRESSIONE

Di Enri Gliozheni

Le stime dell’OMS suggeriscono che la depressione colpisce più di 300 milioni di persone di
tutte le età a livello globale (OMS | Depression, 2017).
Studi clinici sugli effetti delle statine nelle persone con e senza depressione hanno prodotto risultati contrastanti, alcuni riportano un aumento ed altri una diminuzione dei sintomi depressivi.
Per affrontare queste incoerenze, una revisione sistematica e meta-analisi è stata condotta per determinare gli effetti delle statine sulla depressione nei soggetti con o senza depressione maggiore clinica.
Sono stati trovati 10 studi pertinenti che avevano arruolato 2.517 pazienti, di cui 1.348 hanno ricevuto statine e 1.169 hanno ricevuto placebo.
La meta-analisi ha mostrato che le statine erano significativamente più efficaci del placebo nel ridurre i sintomi depressivi.
Sebbene i meccanismi esatti con cui le statine potrebbero migliorare i sintomi depressivi sia sconosciuto, la teoria principale è che le statine riducono l’infiammazione e lo stress ossidativo comunemente associato alla depressione.
Alcune differenze nelle proprietà chimiche tra le statine possono avere un potenziale impatto sulla loro efficacia nella depressione. Ad esempio, alcune statine sono più lipofile di altre e questa caratteristica influenza la loro capacità di attraversare la barriera emato-encefalica. Cosi lovastatina
e simvastatina attraversano più facilmente la barriera emato-encefalica rispetto a pravastatina e atorvastatina.
Uno studio comparativo tra atorvastatina e simvastatina sulla riduzione dei sintomi depressivi ha mostrato che coloro che sono stati assegnati al gruppo simvastatina hanno mostrato maggiore beneficio. Inoltre, il gruppo simvastatina ha avuto una risposta più rapida al trattamento mostrando miglioramenti prima del gruppo atorvastatina.
Se quanto sopra è vero, si può ipotizzare che l’effetto delle statine sulle persone depresse è dovuto all’infiammazione presente nel cervello. In questo modo la statina che può attraversare più facilmente la barriera emato-encefalica e lavorare direttamente sul cervello avrà un potere più
potente antidepressivo.
Un altro meccanismo suggerito è che l’efficacia delle statine nel migliorare i sintomi depressivi potrebbe essere secondaria al miglioramento nella qualità della vita secondaria alla riduzione degli eventi cardiovascolari osservato in coloro che le assumono.
In conclusione il risultato principale di questa analisi è che l’uso di statine è associato ad un livello significativamente più basso di sintomi depressivi rispetto al placebo. Questo risultato suggerisce che le statine sono efficaci nel migliorare i sintomi depressivi ed è in contrasto con altri
studi clinici che riportano sintomi depressivi o effetti negativi sul benessere psicologico secondari all’impiego delle statine.
Inoltre, l’analisi dei sottogruppi ha mostrato che le statine risultano efficaci nel ridurre i sintomi depressivi in quelli con grave depressione, mentre nei soggetti senza depressione clinica la riduzione dei sintomi depressivi risulta numericamente maggiore senza però raggiungere la significatività; si potrebbe concludere da questa meta-analisi che le statine non sono causa di depressione.

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