UN BUON CAFFÈ

Kim EJ, Hofmann TJ, Nah G, et al.
Cofee Consumpton and Incident Tachyarrhythmias.
JAMA Intern Med 2021 Jul 19
Bere più di un cafè al giorno riduce il rischio di sviluppare aritmie risulta da questo studio
pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine.
Il cafè rappresenta la prima fonte di cafeina considerata un agente pro-aritmico per alcuni suoi
efet biologici. Per tale motvo varie linee guida suggeriscono di limitarne / evitarne l’assunzione
per i sogget più sensibili.
Tutavia il consumo di cafè può esplicare anche efet positvi grazie alle proprie proprietà
antossidant ed antnfammatorie.
Lo scopo dello studio è stato quello di correlare l’assunzione di cafè con la possibilità di sviluppare
episodi aritmici. Si trata di uno studio prospetco eseguito nel Regno Unito che ha analizzato dat
raccolt tra il 2006 ed il 2018.
L’endpoint primario dello studio è stato il verifcarsi, durante il periodo di osservazione, di qualsiasi
tpo di aritmia: fbrillazione o futer atriale, tachicardia sopraventricolare, tachicardia ventricolare,
extrasistoli ventricolari e sopraventricolari. I sogget con pregressa diagnosi di queste aritmie sono
stat esclusi.
386.258 sogget con età media di 56 anni, il 52.3% donne e
che soddisfavano i criteri sono stat selezionat e inserit nell’analisi fnale suddivisi in tre gruppi:
-non bevitori di cafè (83.228),
-bevitori di < di 2 cafè al giorno (105.187)
-bevitori di ≥ di 2 cafè al giorno (195.555).
I pazient arruolat nel sotogruppo ≥ 2 cafè al giorno erano generalmente più anziani, mostravano
una maggiore incidenza di vasculopata periferica, neoplasie, erano più frequentemente fumatori
atvi e consumatori di bevande alcoliche.
Durante il periodo di osservazione di circa 4 anni l’assunzione di ogni tazza addizionale di cafè è
risultata associata ad una riduzione di circa il 3% del verifcarsi di qualsiasi aritmia, una riduzione
statstcamente signifcatva per la fbrillazione/futer atriale e per le tachicardie sopraventricolari,
invece per le aritmie ventricolari è stato osservato un trend che non ha raggiunto la signifcatvità
statstca.
Sono state condote anche analisi genetche che hanno escluso l’associazione tra mutazioni
genetche associate a ridoto metabolismo della cafeina ed il rischio di comparsa aritmie.
Gli autori hanno concluso che in questo studio l’assunzione abituale di maggiori quanttà di cafè è
inversamente associato al rischio di andare incontro ad episodi aritmici, sopratuto
fbrillazione/futer atriale e tachicardie sopraventricolari.
Tali dat si aggiungono ad altre evidenze sugli efet positvi della cafeina e potranno contribuire a
sfatare alcuni falsi mit tradizionalmente correlat all’assunzione di questa sostanza.
Adatato da Enri Gliozheni

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